Yoga Bimbi e neuropsicomotricità

Yoga Bimbi

I bambini sentono lo Yoga e lo praticano con naturalezza: con semplicità ne percepiscono le fondamenta che trovano riscontro nelle Leggi della Natura. Quando si è piccoli non ci sono barriere e  la semplicità e la spontaneità dello Yoga favoriscono l’ascolto e l’introspezione.

Attraverso il respiro, il rilassamento, la concentrazione, il bambino scopre una nuova dimensione non competitiva, simile ad un gioco, a un’esplorazione o a un viaggio: si tratta di una scoperta che si può sviluppare per tutta la vita, senza timore di alterare alcuna altra inclinazione o attitudine naturale. Lo Yoga diventa invece un nuovo strumento di conoscenza, utile anche per far fronte a situazioni di stress in quanto allena a cercare all’interno ciò che crescendo si cerca spesso all’esterno.

Yogamotricità

Yogamotricità nasce dall’incontro di yoga e neuropsicomotricità. Il principio cardine che accomuna queste due discipline è l’accogliere insieme la dimensione psichica e corporea nel processo di crescita dell’individuo.

L’obiettivo dell’intervento neuropsicomotorio è quello di permettere l’integrazione armonica degli aspetti motori, funzionali, affettivi, relazionali e cognitivi attraverso il gioco.

Introdurre all’interno degli incontri elementi di Yoga per bambini permette di porre attenzione al respiro, inteso come atto vitale, stimolare l’ascolto delle proprie emozioni e la capacità di ascoltare se stessi e gli altri.

Neuropsicomotricità e Yoga si intersecano alla perfezione in quanto perseguono obiettivi comuni che prevedono la conoscenza ed esplorazione del proprio corpo, il mantenimento di concentrazione ed attenzione, il riconoscimento delle pause, la stimolazione dell’immaginazione e del processo creativo, l’ascolto delle regole, il supporto dell’armonicità di sviluppo del bambino e molto altro ancora.

A chi è rivolto

Bambini da 2 a 6 anni

Perché scegliere Yogamotricità

  • Favorisce l’espressione di sé (comunicazione, gioco, buone relazioni)
  • Potenzia le competenze psicomotorie di base
  • Prevede il contenimento e l’osservanza delle regole
  • Permette di vivere il piacere dell’azione con il corpo, sperimentando le proprie potenzialità
  • Favorisce la comunicazione, l’ascolto e la collaborazione con l’altro
  • Incoraggia l’espressione delle emozioni attraverso il gioco
  • Facilita, attraverso il gioco, la presa di coscienza delle proprie capacità e limiti per consolidare un’immagine positiva di sé
  • Favorisce l’apertura alla creatività
  • Permette di ascoltare se stessi e percepire il proprio corpo e le proprie emozioni
  • Ci si diverte

Dove, quando e per quali fasce d’età

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Neuropsicomotricità

La neuropsicomotricità è una disciplina che si occupa della prevenzione, del recupero funzionale e/o del potenziamento motorio, cognitivo, comunicativo e relazionale del bambino; privilegia la dimensione psicologica del movimento, non migliora semplicemente il fattore esecutivo.

Il corpo in movimento è il principale mezzo per scoprire se stessi, l’ambiente, gli altri e per esprimere le proprie emozioni. Il presupposto di fondo della neuropsicomotricità si trova infatti nel piacere intrinseco alla possibilità di incidere sull’ambiente attraverso azioni, gesti, parole, relazioni.

A chi si rivolge

  • Disturbi dell’espressività motoria
  • Ritardi dello sviluppo psicomotorio
  • Disabilità intellettive
  • Difficoltà relazionali
  • Difficoltà comportamentali
  • Disturbi della regolazione
  • Sindromi genetiche
  • Patologie neuromotorie
  • ADHD
  • Disturbi specifici dell’apprendimento

Neuropsicmotricità e disturbi specifici dell’apprendimento

Con il termine Disturbi evolutivi specifici dell’apprendimento ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche e in particolare a:

  • dislessia
  • disortografia
  • disgrafia
  • discalculia

Il trattamento neuropsicomotorio utilizza il metodo TEP-RED (Trattamento Educativo Personalizzato Risolutivo Efficace DSA) per il trattamento dei disturbi specifici dell’apprendimento. Si tratta di uno strumento di sviluppo funzionale del sistema nervoso centrale mediante l’implementazione dei prerequisiti psicomotori necessari alla realizzazione degli apprendimenti scolastici.

Gli aspetti che vengono trattati sono:

  • l’equilibrio posturale
  • l’aspetto fonetico-fonologico
  • la prevalenza tonico-motoria
  • la coordinazione oculo-manuale
  • l’orientamento spaziale
  • l’attenzione

Il trattamento prevede un intervento sul corpo attraverso il movimento per stimolare il funzionamento di tutte le funzioni corporee coinvolte nell’apprendimento. L’intervento sul corpo s’interessa dello sviluppo dei fattori psicomotori che si trovano alla base delle competenze operative che si ripercuotono in tutti gli ambiti e le discipline scolastiche e ciò corrisponde al concetto di trasversalità delle funzioni psicomotorie.

L’obiettivo è allenare e potenziare attraverso il gioco i fattori psicomotori implicati in lettura, scrittura e calcolo: gli effetti sono duraturi in quanto il corpo apprende strategie nuove per la risoluzione del problema.

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Elena Farruggia

Collaboratrice

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